Michelis Egidio s.n.c.

IL Consorzio

Consorzio Paste di meliga

 

Le paste di Meliga del Monregalese

Logo Consorzio paste di meligaDa un' idea nata per salvaguardare e valorizzare le vere PASTE DI MELIGA tradizionali, nasce il Consorzio che la nostra azienda contribuisce a fondare nell' anno 2000.

Il marchio PASTE DI MELIGA DEL MONREGALESE contraddistingue le paste fatte con zucchero, uova fresche, burro di qualità, farine locali macinate a pietra. Aromi naturali o miele per le aziende che li prevedono.

Proprio l'ingrediente principe, il MAIS, nella varietà "OTTOFILE", proviene da una coltivazione controllata direttamente dal Consorzio in accordo con Coldiretti, che ne segue le fasi di crescita, garantendo la qualità delle coltivazioni.

L' accordo con un molino a pietra ne consente la macinazione integrale, permettendo di preservare le caratteristiche dei delicati chicchi OTTOFILE, e con la piacevole conseguenza della percezione in bocca della grana grossolana della farina di mais.

Il burro utilizzato è interamente ricavato da latte proveniente da stalle cuneesi o addirittura del Monregalese.

Le uova sono fresche, in guscio, poiché il disciplinare non prevede l' uso di ovoprodotto pastorizzato. Da alcuni mesi vengono utilizzate uova provenienti da animali allevati a terra (non in batteria) e all' aperto in una parola : biologiche.

Sono inoltre stati eliminati gli aromi di sintesi chimica come ad esempio la vanillina e sostituiti con aromi naturali come la vaniglia o la scorza di limone.

L' attento monitoraggio sulla provenienza delle materie prime consente di realizzare la filiera dal campo alla tavola, di un prodotto antico e genuino come sono le nostre PASTE DI MELIGA DEL MONREGALESE.

 

Il Mais "OTTOFILE"

Mais 8 fileQuesta antica varietà locale di mais, detta anche del Re, si presenta con 8 file di grani, di colore arancione, in senso longitudinale. A causa della sua bassa resa per ettaro non viene più coltivata in modo intensivo ed è quasi del tutto scomparsa dai nostri campi. Infatti le pannocchie a 16 file nate da sementi importate dall' America, seppur di più modesta qualità, hanno un' elevatissima resa e, se geneticamente modificate, garantiscono inoltre raccolti certi.

La volontà di utilizzare il Mais Ottofile con le sue speciali qualità di gusto e delicatezza ci ha portato a stringere accordi con la Coldiretti e alcuni contadini che credendo negli antichi valori della genuinità e della tradizione Piemontese hanno acconsentito a ripiantarne una certa quantità in alcuni campi del monregalese. La nostra stessa azienda si è fatta promotrice del progetto di filiera del Mais Ottofile e , in società con un' altro produttore di Paste di Meliga del Monregalese, sta seguendo direttamente la coltivazione del Mais Ottofile in un campo di proprietà.

Il prodotto raccolto viene poi macinato a pietra; utilizzando infatti, questo particolare strumento naturale, se ne preservano le caratteristiche peculiari di qualità.

In alcune zone è denominato Mais del Re poiché i cibi che ne derivavano, paste e polenta, erano particolarmente apprezzate da Re Vittorio Emanuele II noto buongustaio di prodotti naturali e genuini oltre che di selvaggina.

 

Il Monregalese

Il moregaleseMondovì è una ridente cittadina che si sviluppa su di un territorio dalla morfologia particolarmente variegata; dalla storica Piazza, parte alta del Comune, ai rioni a valle di Carassone, Breo, Rinchiuso, Pian della Valle e Borgato per estendersi a nord nel nuovo quartiere dell' Altipiano che, come dice il nome è ad un altitudine media tra la collina di Piazza e gli altri rioni.

Fu fondata nel 1198 da alcuni abitanti di Vico.

Essi, pur ottenendo grandi privilegi dal Vescovo di Asti, loro Signore, per rendersi del tutto liberi, in accordo con altre popolazioni più soggiogate, si trasferirono sul Monte che dissero regale, come a dire re di sè stesso.

Gli abitanti di Mondovì sono detti Monregalesi e, il territorio dove nacque Mondovì e la regione in cui si diffuse meglio la sua vita si definisce Monregalese.

"I suoi confini si estendono, così a un dipresso, fino al corso del Pesio a ponente, avanzandosi un tratto verso il Gesso e lo Stura, e a levante fin lungo le vette dei monti che si alzano oltre il Corsaglia e il Casoto, suo affluente; viene indi chiusa a mezzodì dalle più alte cime delle Alpi Marittime e tra levante e mezzanotte ha per confine il Tanaro, dal punto, ove riceve il Corsaglia fin là dove si incontra con lo Stura". ("Storia di Mondovì" del Prof. Amedeo Michelotti).

 

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